AttivArti

"Esercizi di scrittura sull'arte...e non solo" di Piera Sgiarovello
martedì, novembre 20

L'ultima volta che ti ho visto
mi sono chiesta cosa potessi
vedere
percepire
ascoltare.
Se fosse niente,
mi chiedo cosa farei io
cosa vorrei...
Ma se non fosse niente?
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mercoledì, ottobre 17

L'ultima volta

L'ultima volta che ti ho visto
sorridevi
e non ti ho baciato.
Sicura
che ti avrei salutato ancora,
ho continuato a camminare
in una giornata di sole.
Anche ora che so,
ora che brucia la gola,
ora che l'aria sembra mancare,
non riesco a fermarmi.
Eppure, solo se mi fermo,
sento che il ciclo si compie.
"Ma tu ci credi?"

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mercoledì, settembre 19

 Di alcuni amici scultori...al 7 Simposio di Nimis (UD)

Francesco Cadeddu con la Danza, o meglio Sa Danza in sardo, ha voluto rappresentare la gioia e la felicità del ballo, che è anche sinonimo della festa, momento in cui ritrovarsi e divertirsi insieme. La danza è anche linguaggio  comune alle persone di tutto il mondo, che pur parlando lingue diverse, si ritrovano nel ballo. Il ballerino da lui realizzato è ispirato ai danzatori sardi e sembra invitare alla danza lo spettatore. La scelta di lasciare la superficie ruvida fa parte del suo stile, come anche la volontà di perforare la materia, quasi a voler guardare in profondità, guardare oltre l’apparenza per cogliere il significato delle cose.

 


Huynh Van Hoang originario del Laos, ha voluto giocare con la scultura realizzata. La Sbornia ritrae un altro aspetto della festa, che a volte porta a conseguenze meno felici. Il suo stile figurativo gli permette un facile contatto con le persone. Sceglie spesso temi che evidenziano le sue capacità tecniche. In questo caso la colonna storta alla base, la mancanza di punti fermi dello sgabello, l’instabilità dell’insieme contribuiscono a descrivere le sensazioni di chi eccede con il vino. Il suo però è anche un avvertimento, chi esagera, perde il controllo e non è più consapevole di ciò che lo circonda.


Antonella Tiozzo, nata a Venezia, ha realizzato una Barca per Sognare. Ispirata forse alle gondole della sua infanzia, il soggetto è da lei interpretato con il tema a lei caro della piuma. Poter volare con la fantasia, tendere ad un’altra dimensione, a metà tra reale e irreale, è una delle caratteristiche della sua opera. La parte superiore, più leggera e immateriale si unisce alla base più solida e compatta, come a suggerire che l’immaginazione ha più valore se prende spunto dal reale, dalla forza di un ricordo, dalla stabilità del presente.


Maurizio Perron, piemontese, con Due, ha cercato l’energia dell’attrazione, ha voluto rendere l’idea della tensione dell’uno verso l’altro, non ancora completamente uniti. In quest’opera, come in altre opere da lui realizzate, anche il vuoto acquisisce importanza. La parte esterna del tronco è lasciata quasi al naturale, l’interno è invece rielaborato in modo da cercare un contatto con l’altro. Un contatto non interamente compiuto. E’ solo l’inizio di una storia, di un processo di trasformazione, che parte dal basso e si estende progressivamente alla parte superiore. Questo vuoto ci consente anche di guardare oltre: è come un guardare al futuro, non si vede, non c’è, ma lo si può forse prevedere.


Lidia Rosinska è artista polacca. Con l’opera intitolata “Da me” ha voluto fare un regalo a Nimis, ispirata dalle colline circostanti e dai vigneti della zona. Tipico del suo stile è la realizzazione di un nucleo centrale inciso con elementi floreali o naturali, che, come in questo caso, sono i tralci della vite e i grappoli d’uva. Al centro è l’essenza dell’opera, è il frutto che nasce da ciò che lo circonda, ovvero le colline che lei ha voluto riprodurre nella parte esterna del tronco. Le linee sinuose attenuano e riequilibrano lo sviluppo verticale dell’opera, così lo sguardo, seguendo il disegno, ripercorre tutto l’insieme, in un racconto completo.


Elén Starova viene da San Pietroburgo. Il titolo della sua opera è Carnevale, in omaggio al Carnevale che si realizza a Nimis e ispirato al Carnevale di Venezia. Si tratta di un Pierrot sintetizzato nelle sue caratteristiche essenziali. Pierrot è una delle maschere più romantiche, il triste innamorato, che forse ricorda un po’ l’artista, innamorata dell’Italia e della nostra cultura. Il tema della maschera racchiude poi anche il significato della finzione, di essere personaggio invece che persona reale, del recitare un ruolo che spesso nasconde la nostra vera identità. E’ dietro questa complessità che l’artista ha voluto esprimere il senso della festa e allo stesso tempo dell’incontro con gli altri.


Villibossi di Muggia, è artista molto noto a livello internazionale. Ha voluto realizzare qui una scultura vicina al suo ultimo ciclo di opere, ispirate alla rinascita. Il Seme della speranza racchiude un messaggio importante sull’evoluzione della natura e dell’uomo stesso. E’ un’opera astratta, che richiede, come dicevo prima, un maggiore approfondimento, ma che è motivata dalla necessità di semplificare la forma per amplificare il contenuto. In questo caso è una forma vegetale, che si sviluppa sinuosa verso l’alto per poi ricadere e dare nuovi frutti: i semi cubici e spigolosi, che sono anche la base stessa dell’opera. Il significato ci porta a riflettere sui cambiamenti di quest’ultimo secolo, sempre più tecnologico e razionale, sempre più contaminato da sperimentazioni genetiche e dominato dalla competitività e dall’aggressività. I semi cubi sono quindi frutto di un mondo che richiede maggiori difese iniziali, richiede più tempo per levigare le asperità e portare alle forme più sinuose e levigate della maturità, in cui si attenuano le difficoltà e siamo pronti a dare nuova vita, nuova speranza alle generazioni future.


Zhao Li dalla Cina è anche lei artista con molta esperienza. Nelle sue opere sceglie lo stile astratto proprio per lasciare la più ampia libertà di interpretazione. Voglio incontrarti è il titolo da lei scelto. Come in tutta la sua produzione, cerca il confronto tra parti naturali della materia e parti da lei scolpite. Anche in questo caso è come se volesse valorizzare le diverse “anime” del legno. Dalla corteccia esterna, progressivamente ci avviciniamo al nucleo centrale dell’opera, passando per livelli successivi in cui si evidenziano aspetti diversi della materia, parti più levigate, parti più ruvide. E’ un percorso di conoscenza, di approfondimento intellettuale e mentale, lo stesso che dovrebbe avere ciascuno di noi di fronte ad un’opera astratta. C’è poi anche un significato preciso legato al luogo. L’opera si sviluppa in verticale, richiama l’idea del campanile accanto, con le pietre angolari all’esterno, l’intonaco al centro e i fori della torre campanaria al centro. Dalla complessità del reale si può quindi giungere a sintetizzare gli elementi essenziali. Questo è il percorso, questo è il regalo di Zhao Li a Nimis, dove incontrarsi e conscersi.

postato da: pieraweb alle ore 19:47 | link | commenti | commenti
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martedì, settembre 04

Sogni

Ho vissuto un sogno

troppo lungo
per non sperare
che potesse divenire realtà

troppo breve
per non subirne
conseguenze

postato da: pieraweb alle ore 18:30 | link | commenti | commenti
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venerdì, agosto 31

Riconoscersi

Un bagliore nel buio, la prima pennellata sulla tela, l’ispirazione di un gesto creativo: è il regalo inatteso di chi sa attendere, raccogliere, trasmettere.



Due donne, due amiche, due artiste mettono a fuoco il valore della propria sensibilità, il “desiderio di accendere le coscienze” in una mostra di pittura a Cividale, presso il Borgo di Ponte dal 01 al 16 settembre (16.00 - 19.00).



Annamaria Zignin realizza opere come frasi di una storia, momenti di un personale racconto in cui la vediamo chioccia amorevole, farfalla in cerca di un amore senza confini, spesso accompagnata da un padre-simbolo a cui dimostrare la sua profonda gratitudine. Tutto nelle sue opere ha un significato preciso, sottolineato talvolta dalle parole da lei scelte; ma ogni piccolo dettaglio, ogni segno, ogni sfumatura, acquista valore per l’equilibrio complessivo che l’artista sa creare. Anche se non conoscessimo il vero significato del particolare, il messaggio sarebbe comunque universalmente compreso, in quanto testimone di stati d’animo condivisi.



Così è anche per le opere di Silvia Braida che inizia il suo nuovo percorso aprendo la porta (il cancello?) alla propria interiorità. Lungamente meditata, irrompe con vitalità la sua forza interiore, liberando la mano e la spatola, cercando equilibri cromatici dettati dal proprio sentire.

Sono paesaggi della mente, case che “portano” l’amore per la famiglia, per la tradizione, per il calore del focolare, fonte della stabilità cercata. La recente scelta dei colori freddi comunica un passaggio ulteriore, una maggiore consapevolezza del messaggio, affinché lo spirituale acquisti il giusto valore nell’esistenza.



“Riconoscersi” è il titolo scelto per questa mostra, è la volontà di scoprire la propria vera identità, è guardarsi allo specchio e dire “questa sono io”.

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mercoledì, aprile 04

Da un'amico

Gli amici a volte si fanno sentire anche dopo un lungo periodo di silenzio, ma quando scrivono, sanno cosa dire e sono pronti a sostenerti, se sentono che ne hai bisogno...

...parlo della profonditá dei mari, quelli d'aqua e quelli del dolore. Entrambi sono pericolosi, ma necessari.  I periodi difficili servono, perché una volta superati, diventiamo piú forti e sicuri.  A nessuno piacciono i problemi, ma servono per crescere, per salire, per vedere la vita diversamente.  Sono il modo in cui la vita ci dice "sei capace, la tua strada é ancora lunga, ma alla fine, spero di rincontrare un essere piú forte..."  I sogni si fanno aspettare... 

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mercoledì, dicembre 13

Lezione di poesia

Una lezione di poesia può interessare ancora i ragazzi?
Sabato 18 novembre alle scuole medie del Rojale sembra che l'esperienza sia riuscita davvero.
Merito indubbio del "docente" Pierluigi Cappello, che da grande comunicatore ha incantato i presenti.

 "Vedere, trattenere, esprimere. Questo fa il poesta. La poesia è la capacità di vedere il divino delle cose, saper scorgere tra le fessure della realtà, mettendone in evidenza gli aspetti più sostanziali".
Cappello prende come esempio i grandi maestri della poesia, tra cui Ungaretti e Leopardi e con parole semplici ed efficiaci, rivela il senso della scrittura in versi, che per lui "è come respirare" e sta tutto nel "cercare di raddensare lo spirito di una civiltà in poche parole, affinché questo patrimonio diventi di tutti".

postato da: pieraweb alle ore 18:47 | link | commenti | commenti
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mercoledì, ottobre 11

Web promotion

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giovedì, settembre 28

Castello di terra o Castello di pietra?

Gli scavi appena conclusi presso i resti del Castello di Manzano attestano l'importante scoperta di un'antica "motta". La presentazione dei risultati della campagna di scavo si è svolta nell'edificio del Foledor di Manzano, dove l'assessore alla cultura Antonio Tessaro ha introdotto gli interventi dei responsabili, complimentandosi per il lavoro svolto.

L'archeologo Sandro Colussa ha evidenziato che i primi documenti relativi al Castello risalgono al 1251. Una prima parziale distruzione del fortilizio si ha nel 1431. Ora rimangono alcuni resti che sovrastano una collina disposta a nord est dell'abitato.

Le prime campagne di scavi del 1990 hanno portato in luce alcuni materiali ceramici quattrocenteschi. Nel 2001 ci si è invece concentrati sulla definizione delle fasi edilizie e sulla ricostruzione della planimetria. Negli ultimi 2 anni, cercando di capire le trasformazioni dell'edificio, si è giunti alla scoperta della "motta", ovvero una ripida collina di terra alta 5-6 metri, attualmente interrata sotto i resti del Castello. E' stata rilevata la presenza di un taglio netto nel terreno naturale, accanto al quale sono stati depositati materiali lapidei, incoerenti ed argilla, che alcuni frammenti ceramici fanno risalire al periodo quattrocentesco. Inoltre si è scoperto un canale che rivela la presenza di un muro di cinta e alcuni frammenti ceramici stilisticamente vicini al periodo del 1000-1100, quindi antecedenti al castello.

Flavio Beltrame, conoscitore dell'area interessata dagli scavi, ha concluso la presentazione mettendo in risalto la presenza nella nostra zona di vari "castelli di terra", ovvero rialzi di terreno artificiale a scopo difensivo. Sono fortificazioni di epoca bassomedievale di cui abbiamo rilevanti raffronti anche nei toponimi e nella tipologia di terreno. Su queste motte venivano poi costruiti i castelli medioevali con palizzate in legno. In seguito ai riscontri effettuati, ciò che fino a 2 anni fa si pensava fosse un  dosso naturale accanto al fiume Natisone, ora si rivela essere un'antica motta.
"Portare in luce questa struttura sarebbe un intervento importantissimo da un punto di vista culturale e archeologico, anche perché non ha riferimenti in ambito regionale - afferma Beltrame - Ora è necessaria la datazione certa, che secondo le ipotesi fatte potrebbe essere altomedievale".

I  presupposti per le prossime campagne di scavo sono stati dunque avviati e come ha ricordato la referente regionale dell'Istituto Italiano dei Castelli Alessandra Quendolo “è importante conoscere, ma anche recuperare e conservare la nostra storia ”.

postato da: pieraweb alle ore 18:20 | link | commenti | commenti
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giovedì, settembre 28

Mostra d'arte vicino casa...mia

Presso Casa Lucis a Ribis di Reana del Rojale, esporranno le loro opere fino all'08 ottobre, 14 artisti tra cui spiccano i nomi di Mirka Mantoani Sopracasa, Gianni Borta, Remigio Giorgiutti, Claudio Bonanni, Paola Martinella, Francesco Borzani, Mario Stefanutti, Enrica Mocchiutti, Maria Medeossi, Carla Bastianutti, Adriana Bassi, Francesca Beltramini, Rosian Comello e Luciano Pigani.

L'esposizione è stata organizzata dai ragazzi delle scuole medie del Rojale, noti con il nome "I Ragazzi della sedia". Tutto infatti, parte dalle sedie colorate che loro per primi hanno iniziato a realizzare a scopo di beneficenza. Dopo le numerose iniziative da loro avviate in questi anni, grazie al coordinamento del professore Antonio Pirone, la loro fama sta aumentando sempre di più, visto che le sedie dei ragazzi sono state esposte in varie sedi in Regione, ultimamente al Visionario, al Castello di Cassacco, a Promosedia.

Tra i tanti progetti è nato anche questo di Ribis. Gli artisti coinvolti nella mostra, sono stati in questi anni docenti per un giorno ai ragazzi del Rojale e hanno esposto nella galleria d'arte dell'atrio delle scuole medie. In ricordo di quest’esperienza ciascuno di loro ha realizzato una sedia colorata proprio in occasione della mostra e, come per quelle dei ragazzi, i soldi ricavati dalla vendita serviranno per le adozioni a distanza. L'iniziativa di Ribis è quindi “esclusiva” non solo per i pezzi inediti che vengono esposti, ma anche perché raccoglie opere di artisti di fama internazionale e dà modo al pubblico di osservare vari stili e varie tecniche pittoriche.

postato da: pieraweb alle ore 18:18 | link | commenti | commenti
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